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Coloro cui sfugge completamente l'idea che è possibile aver torto non possono imparare nulla, tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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Differenza tra apprendimento significativo e apprendimento meccanico
TEORIE > CONCETTI > INSEGNAMENTO
Scopo di questa pagina
Il pedagogista Nuccio Salis descrive così le carenze dell'attuale modello di apprendimento: "I percorsi didattici svolti a partire dalla scuola dell’obbligo, salvo eccellenze ed eccezioni, prevedono itinerari e curricoli di apprendimento basati su una pratica insegnativa ripiegata pressoché esclusivamente sulla tradizione. Il principio dominante resta quello “mentale”, fra l’altro impropriamente inteso come training delle sole abilità cognitive. Tale modello di insegnamento/apprendimento, prevede l’esercitazione ripetitiva e meccanica di prestazioni quali: la memoria, l’attenzione sostenuta, i tempi e la rapidità delle risposte. Ciò che si privilegia, dunque, sono il rendimento e l’efficienza, centrando le attività sul compito, e disponendole all’interno di sequenze ridondanti, favorendo l’automatismo, l’assimilazione acritica e compiacente dei contenuti trasmessi. Nonostante la portata di poderosi e storici contributi ormai noti anche ai profani, circa i cambiamenti dei modelli teorici e pratici nell’agire pedagogico, i percorsi di scolarizzazione ufficiale mantengono ancora ben saldo, di fatto, l’orientamento mentalista, a scapito di una cura educativa e un'opera didattica globali. [...] Che le capacità e le attitudini della letto-scrittura dipendano anche e soprattutto dagli equilibri dell’organizzazione psico-corporea, è una scoperta che dovrebbe catturare l’interesse di tutti gli operatori coinvolti nella prevenzione, sostegno ed intervento sui bisogni speciali. Molte difficoltà riscontrabili nel campo della decodifica ed esecuzione scrittoria, sono spesso da imputare a disordini percettivo-sensoriali, ad anomalie nell’orientamento spaziale, nei disturbi della lateralità e della postura, a discinesie o disfunzionalità nella rappresentazione dello schema corporeo e gestione non appropriata dello stesso."  Il quadro teorico dell'apprendimento è molto cambiato negli ultimi cinquant'anni transitando da un paradigma psicologico basato sulle teorie comportamentistiche ad un altro basato sulle teorie cognitiviste (e in particolare costruttiviste). Possiamo suddividere tutto ciò in due periodi: (1) Apprendimento Meccanico (basato su una didattica istruzionista) nel quale il focus è posto sull'insegnante che deve trasmettere all'allievo dei contenuti culturali. Propone che esista una conoscenza oggettiva. e (2) Apprendimento Significativo (basato su una didattica costruttivista) nel quale il focus è posto sull'allievo, sulle sue conoscenze pregresse e sulla sua motivazione ad apprendere. Propone che esista una conoscenza soggettiva. Se si accetta di considerare l'autonomia lasciata al discente della massima importanza nel determinare la qualità dell'apprendimento, possiamo esprimere la differenza tra apprendimento meccanico e apprendimento significativo, con le parole del pedagogista Joseph D. Novak: "'apprendimento significativo si verifica quando chi apprende decide di mettere in relazione delle nuove informazioni con le conoscenze che già possiede. [...] L'apprendimento meccanico avviene invece quando chi apprende memorizza le nuove informazioni senza collegarle alle conoscenze precedenti, o quando il materiale da studiare non ha alcuna relazione con tali conoscenze." Ancora più esplicito è stato lo psicologo David Jonassen secondo il quale (dalla conversazione con Marconato): "Apprendere in modo significativo significa saper risolvere problemi nella realtà quotidiana. La risoluzione di problemi dà uno scopo all'apprendimento che può diventare "significativo" per la persona  solo se essa ne comprende l'utilità per i suoi scopi."
apprendimento
One thinks he has not solved a problem and immediately there is another not to be solved.
Punto chiave di questa pagina
DAVID JONASSEN SULL'USO DELLE TECNOLOGIE PER L'APPRENDIMENTO: L'uso prevalente che oggi si fa della tecnologia consiste nella distribuzione di contenuti nel presupposto (errato) che la "semplice lettura" produca un apprendimento. Quando si legge si produce una "conoscenza inerte", nel senso che quando si presenta l'occasione di usarla nella vita reale (non scolastica), essa non viene usata. Chi apprende impara, non dalle tecnologie o dagli insegnanti, ma  pensando a cosa sta facendo (metacognitivamente), cioè utilizzando le tecnologie come supporto al proprio processo di pensiero, piuttosto che scaricando sul proprio computer alcuni testi destinati a rimanere carichi cognitivi improduttivi (se su di essi non si ha tempo e voglia di esercitare il proprio processo di pensiero). Le tecnologie vanno intese come strumenti cognitivi di supporto all'apprendimento (fogli di calcolo, database, web search, chat, social media, blog tematici, software per mappe mentali o concettuali, ecc). Si impara qualcosa in modo significativo quando lo si deve spiegare a qualcun altro, infatti il lavoro di preparazione di una lezione costringe la persona a rielaborare la propria conoscenza del tema e a riassemblarla in modo nuovo.
Punti di riflessione

L'apprendimento è un'attività che non può essere condivisa; è piuttosto una responsabilità che l'individuo deve assumersi. I significati dati alla realtà, invece, possono essere messi in comune, confrontati, concordati. (Joseph.D.Novak)

L'efficacia dell'apprendimento dipende dalla volontà dell'individuo di cercare relazioni tra ciò che già conosce e ciò che gli viene proposto di nuovo. Il compito dell'ambiente sociale (genitori, insegnanti, ecc.) dovrebbe essere quello di favorire tale ricerca personale.

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Apprendere in modo significativo significa saper risolvere problemi nella realtà quotidiana. La risoluzione di problemi dà uno scopo all'apprendimento che può diventare "significativo" per la persona  solo se essa ne comprende l'utilità per i suoi scopi. (David Jonassen)
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Imparare è acquisire un'abitudine. Cosa permette agli uomini di imparare? Non solo la visione di ciò a cui sono abituati, ma nuove esperienze perpetue che creano in loro l'abitudine di gettare da parte le vecchie idee e formarne di nuove. (Charles S. Peirce)
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[Gli studenti] sono come i marinai che in mare aperto devono ricostruire la loro nave, ma essi non possono farlo ripartendo dal fondo. Dove una trave viene portata via, una nuova deve essere subito messa al suo posto, e il resto della nave viene utilizzato come supporto. In questo modo, utilizzando le vecchie travi e legni che la nave può essere modellata completamente di nuovo, ma solo per graduale ricostruzione. (Willard V. O. Quine - p.137)
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Un bambino diventa adulto quando si rende conto che non ha diritto solo ad aver ragione ma anche ad aver torto. (Thomas Szasz)
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E' l'assioma, la convinzione o il paradigma di partenza che condiziona la percezione, la valutazione e la conclusione che poi ne consegue, se cambia l'assioma di partenza si modifica tutto il processo percettivo e di conseguenza cambia l'interpretazione della realtà. Siamo esseri abitudinari, abbiamo bisogno di conferme, abbiamo bisogno di sapere che la nostra realtà è stabile ed è quella che abbiamo definito e tradotto in convinzioni, che sono strumenti concettuali di tipo interpretativo. (Doriano Dal Cengio p.212 del libro "La realtà delle cose)
Quadro teorico dell'apprendimento
Il pedagogista Nuccio Salis descrive così (vedi bibliografia) le carenze dell'attuale modello di apprendimento:

I percorsi didattici svolti a partire dalla scuola dell’obbligo, salvo eccellenze ed eccezioni, prevedono itinerari e curricoli di apprendimento basati su una pratica insegnativa ripiegata pressoché esclusivamente sulla tradizione. Il principio dominante resta quello “mentale”, fra l’altro impropriamente inteso come training delle sole abilità cognitive. Tale modello di insegnamento/apprendimento, prevede l’esercitazione ripetitiva e meccanica di prestazioni quali: la memoria, l’attenzione sostenuta, i tempi e la rapidità delle risposte. Ciò che si privilegia, dunque, sono il rendimento e l’efficienza, centrando le attività sul compito, e disponendole all’interno di sequenze ridondanti, favorendo l’automatismo, l’assimilazione acritica e compiacente dei contenuti trasmessi. Nonostante la portata di poderosi e storici contributi ormai noti anche ai profani, circa i cambiamenti dei modelli teorici e pratici nell’agire pedagogico, i percorsi di scolarizzazione ufficiale mantengono ancora ben saldo, di fatto, l’orientamento mentalista, a scapito di una cura educativa e un'opera didattica globali. [...] Che le capacità e le attitudini della letto-scrittura dipendano anche e soprattutto dagli equilibri dell’organizzazione psico-corporea, è una scoperta che dovrebbe catturare l’interesse di tutti gli operatori coinvolti nella prevenzione, sostegno ed intervento sui bisogni speciali. Molte difficoltà riscontrabili nel campo della decodifica ed esecuzione scrittoria, sono spesso da imputare a disordini percettivo-sensoriali, ad anomalie nell’orientamento spaziale, nei disturbi della lateralità e della postura, a discinesie o disfunzionalità nella rappresentazione dello schema corporeo e gestione non appropriata dello stesso.


Per approfondire il paradigma teorico che sostiene che i processi cognitivi dipendono dalle caratteristiche morfologiche e dinamiche del corpo umano andare alla pagina "Intelligenza incarnata". Il quadro teorico dell'apprendimento è molto cambiato negli ultimi cinquant'anni transitando da un paradigma psicologico basato sulle teorie comportamentistiche ad un altro basato sulle teorie cognitiviste (e in particolare costruttiviste). Possiamo suddividere tutto ciò in due periodi:


  1. Apprendimento Meccanico (basato su una didattica istruzionista) nel quale il focus è posto sull'insegnante che deve trasmettere all'allievo dei contenuti culturali. Propone che esista una conoscenza oggettiva.

  2. Apprendimento Significativo (basato su una didattica costruttivista) nel quale il focus è posto sull'allievo, sulle sue conoscenze pregresse e sulla sua motivazione ad apprendere. Propone che esista una conoscenza soggettiva.

Le due modalità di apprendimento sono mostrate nella mappa concettuale riportata sotto.

Differenza tra apprendimento meccanico e apprendimento significativo
Secondo David Jonassen l'approccio migliore all'apprendimento contempla l'impiego di entrambi i paradigmi (meccanico e significativo) applicati a contesti differenti.
Cos'è l'apprendimento
Spesso si confonde il concetto di apprendimento con quello di educazione perdendo di vista la vastità dei processi cognitivi che il vero apprendimento comporta. Infatti, l'apprendimento è libero e richiede motivazione personale, mentre l'educazione è imposta dalla famiglia o dalla società. Come ha scritto il sociologo Jacob L.Moreno (p.534 ved.bibliografia):
Con il termine apprendimento si usa indicare un vasto insieme di processi dei quali l'educazione costituisce soltanto una forma speciale. Questo insieme comprende le forme di apprendimento vissuto, dall'infanzia alla vecchiaia, quello relativo alle forme animali e quello relativo alle forme umane di apprendimento. Comprende l'apprendimento sociale e culturale quale si manifesta nel quadro delle istituzioni sociali e culturali.

Moreno così chiarisce l'elemento chiave dell'apprendimento:
Esistono metodi di apprendimento che richiedono solo un minimo d'impegno e di autonomia da parte del soggetto, mentre ne esistono altri che favoriscono in esso il massimo impegno e la massima autonomia.
Apprendimento meccanico
Metodi di Apprendimento
Everything you need is already inside me
Le modalità della situazione in cui si svolge l'apprendimento ne chiariscono ulteriormente le possibilità di successo, che Jacob L.Moreno chiarisce con una metafora (pag.532 ): "Il quadro in cui si svolge un apprendimento simbolizza in qualche modo il tipo d'apprendimento di cui si tratta: tale è, per esempio, il caso del divano in psicoanalisi. Il paziente deve adagiarvisi passivo, in posizione orizzontale."
Questo è ciò che chiedono agli studenti, nella maggior parte dei sistemi scolastici, un certo tipo di insegnanti: ascoltare passivamente e non fare domande scomode.
Differenza tra apprendimento meccanico e apprendimento significativo
Se si accetta di considerare l'autonomia lasciata al discente della massima importanza nel determinare la qualità dell'apprendimento, possiamo esprimere la differenza tra apprendimento meccanico e apprendimento significativo, con le parole del pedagogista Joseph D. Novak (p.31):


L'apprendimento significativo si verifica quando chi apprende decide di mettere in relazione delle nuove informazioni con le conoscenze che già possiede. [...] L'apprendimento meccanico avviene invece quando chi apprende memorizza le nuove informazioni senza collegarle alle conoscenze precedenti, o quando il materiale da studiare non ha alcuna relazione con tali conoscenze.


Ancora più esplicito è stato lo psicologo David Jonassen secondo il quale (dalla conversazione con Marconato):

Apprendere in modo significativo significa saper risolvere problemi nella realtà quotidiana. La risoluzione di problemi dà uno scopo all'apprendimento che può diventare "significativo" per la persona  solo se essa ne comprende l'utilità per i suoi scopi.
L'apprendimento meccanico ha, comunque, un importante vantaggio rispetto all'apprendimento significativo: esso è molto utile in certi casi per poter richiamare le conoscenze apprese nell'esatta forma in cui sono state immagazzinate. Purtroppo le prove scolastiche richiedono troppo spesso questo tipo di apprendimento
In certi casi anche l'apprendimento meccanico ha dei vantaggi

L'apprendimento meccanico può presentare dei vantaggi in "determinate situazioni scolastiche", in funzione dei metodi di valutazione della conoscenza acquisita. Scrive Novak (p.81):


L'apprendimento meccanico ha un importante vantaggio rispetto all'apprendimento significativo: esso è infatti molto utile in certi casi per poter richiamare le conoscenze apprese nell'esatta forma in cui sono state immagazzinate. I numeri di telefono, ad esempio, non possono essere ricordati in modo approssimativo. Purtroppo le prove scolastiche richiedono troppo spesso questo tipo di apprendimento. Infatti se il compito è quello di ricordare parola per parola le definizioni di concetti o principi, l'apprendimento significativo può risultare addirittura svantaggioso.

L'uso prevalente che oggi si fa della tecnologia consiste nella distribuzione di contenuti nel presupposto (errato) che la "semplice lettura" produca un apprendimento
Tecnologie per l'apprendimento: utili o inutili?
David Jonassen (ved. bibliografia "Conversazione con David Jonassen) chiarisce il contributo che le tecnologie possono dare all'apprendimento con le seguenti considerazioni:

  • L'uso prevalente che oggi si fa della tecnologia consiste nella distribuzione di contenuti nel presupposto (errato) che la "semplice lettura" produca un apprendimento.

  • Alcune ricerche sull'apprendimento (ved. bibliografia C. Zucchermaglio 1996) hanno dimostrato che non si impara nè dalle tecnologie nè dagli insegnanti. Si impara mettendo in azione il proprio pensiero.

  • Quando si legge si produce una "conoscenza inerte", nel senso che quando si presenta l'occasione di usarla nella vita reale (non scolastica), essa non viene usata.

  • Chi apprende impara, non dalle tecnologie o dagli insegnanti, ma  pensando a cosa sta facendo (metacognitivamente), cioè utilizzando le tecnologie come supporto al proprio processo di pensiero, piuttosto che scaricando sul proprio computer alcuni testi destinati a rimanere carichi cognitivi improduttivi (se su di essi non si ha tempo e voglia di esercitare il proprio processo di pensiero).

  • Le tecnologie vanno intese come strumenti cognitivi di supporto all'apprendimento (fogli di calcolo, database, web search, chat, social media, blog tematici, software per mappe mentali o concettuali, ecc).

  • Si impara qualcosa in modo significativo quando lo si deve spiegare a qualcun altro, infatti il lavoro di preparazione di una lezione costringe la persona a rielaborare la propria conoscenza del tema e a riassemblarla in modo nuovo.
Perché con i corsi sulle tecnologie non si innova la didattica?
Cliccare sull'immagine per accedere al Blog di Gianni Marconato (grande esperto di apprendimento e tecnologie)
Mappe concettuali: metafore del pensiero razionale
L'apprendimento significativo può essere favorito dall'uso di mappe concettuali (sia con carta e penna sia con software appositi). Le mappe concettuali sono un potente strumento conoscitivo di matrice costruttivista, che richiede uno sforzo cognitivo personale. Anche se il più delle volte lo sforzo è individuale, la produzione di una mappa può essere il risultato di uno sforzo collettivo (una classe, un ufficio, un gruppo, ecc.) per mezzo del quale i significati dati ai concetti e alle relazioni dai singoli partecipanti vengono concordati.
Quando si legge si produce una "conoscenza inerte", nel senso che quando si presenta l'occasione di usarla nella vita reale (non scolastica), essa non viene usata.

Alcune ricerche sull'apprendimento hanno dimostrato che non si impara nè dalle tecnologie nè dagli insegnanti. Si impara mettendo in azione il proprio pensiero.
Perchè gli studenti non apprendono
Secondo David Jonassen, i due principali motivi che ostacolano l'apprendimento sono:

  1. Ipersemplificazione di concetti complessi, che non ne mette in rilievo l'essenza (buone letture su questo tema sono i libri: "Imparando a imparare" e "Insegnare e imparare con le mappe")

  2. Persistenza di rappresentazioni ingenue di fenomeni (teorie personali), che sono le conoscenze pregresse degli studenti delle quali gli insegnanti non tengono conto per opporvi visioni scientifiche corrette (una buona lettura su questo tema è "Qualcosa là fuori. Come il cervello crea la realtà")
Apprendere in modo significativo significa saper risolvere problemi nella realtà quotidiana. La risoluzione di problemi dà uno scopo all'apprendimento che può diventare "significativo" per la persona  solo se essa ne comprende l'utilità per i suoi scopi
Conclusioni (provvisorie): La risoluzione di problemi dà uno scopo all'apprendimento che può diventare "significativo" per la persona solo se essa ne comprende l'utilità per i suoi scopi
Il pedagogista Nuccio Salis descrive così le carenze dell'attuale modello di apprendimento: "I percorsi didattici svolti a partire dalla scuola dell’obbligo, salvo eccellenze ed eccezioni, prevedono itinerari e curricoli di apprendimento basati su una pratica insegnativa ripiegata pressoché esclusivamente sulla tradizione. Il principio dominante resta quello “mentale”, fra l’altro impropriamente inteso come training delle sole abilità cognitive. Tale modello di insegnamento/apprendimento, prevede l’esercitazione ripetitiva e meccanica di prestazioni quali: la memoria, l’attenzione sostenuta, i tempi e la rapidità delle risposte. Ciò che si privilegia, dunque, sono il rendimento e l’efficienza, centrando le attività sul compito, e disponendole all’interno di sequenze ridondanti, favorendo l’automatismo, l’assimilazione acritica e compiacente dei contenuti trasmessi. Nonostante la portata di poderosi e storici contributi ormai noti anche ai profani, circa i cambiamenti dei modelli teorici e pratici nell’agire pedagogico, i percorsi di scolarizzazione ufficiale mantengono ancora ben saldo, di fatto, l’orientamento mentalista, a scapito di una cura educativa e un'opera didattica globali. [...] Che le capacità e le attitudini della letto-scrittura dipendano anche e soprattutto dagli equilibri dell’organizzazione psico-corporea, è una scoperta che dovrebbe catturare l’interesse di tutti gli operatori coinvolti nella prevenzione, sostegno ed intervento sui bisogni speciali. Molte difficoltà riscontrabili nel campo della decodifica ed esecuzione scrittoria, sono spesso da imputare a disordini percettivo-sensoriali, ad anomalie nell’orientamento spaziale, nei disturbi della lateralità e della postura, a discinesie o disfunzionalità nella rappresentazione dello schema corporeo e gestione non appropriata dello stesso."  Il quadro teorico dell'apprendimento è molto cambiato negli ultimi cinquant'anni transitando da un paradigma psicologico basato sulle teorie comportamentistiche ad un altro basato sulle teorie cognitiviste (e in particolare costruttiviste). Possiamo suddividere tutto ciò in due periodi: (1) Apprendimento Meccanico (basato su una didattica istruzionista) nel quale il focus è posto sull'insegnante che deve trasmettere all'allievo dei contenuti culturali. Propone che esista una conoscenza oggettiva. e (2) Apprendimento Significativo (basato su una didattica costruttivista) nel quale il focus è posto sull'allievo, sulle sue conoscenze pregresse e sulla sua motivazione ad apprendere. Propone che esista una conoscenza soggettiva.
Se si accetta di considerare l'autonomia lasciata al discente della massima importanza nel determinare la qualità dell'apprendimento, possiamo esprimere la differenza tra apprendimento meccanico e apprendimento significativo, con le parole del pedagogista Joseph D. Novak: "'apprendimento significativo si verifica quando chi apprende decide di mettere in relazione delle nuove informazioni con le conoscenze che già possiede. [...] L'apprendimento meccanico avviene invece quando chi apprende memorizza le nuove informazioni senza collegarle alle conoscenze precedenti, o quando il materiale da studiare non ha alcuna relazione con tali conoscenze." Ancora più esplicito è stato lo psicologo David Jonassen secondo il quale (dalla conversazione con Marconato): "Apprendere in modo significativo significa saper risolvere problemi nella realtà quotidiana. La risoluzione di problemi dà uno scopo all'apprendimento che può diventare "significativo" per la persona  solo se essa ne comprende l'utilità per i suoi scopi."
L'uso prevalente che oggi si fa della tecnologia consiste nella distribuzione di contenuti nel presupposto (errato) che la "semplice lettura" produca un apprendimento. David Jonassen chiarisce il contributo che le tecnologie possono dare all'apprendimento con le seguenti considerazioni: (1) L'uso prevalente che oggi si fa della tecnologia consiste nella distribuzione di contenuti nel presupposto (errato) che la "semplice lettura" produca un apprendimento. (2) Alcune ricerche sull'apprendimento hanno dimostrato che non si impara nè dalle tecnologie nè dagli insegnanti. Si impara mettendo in azione il proprio pensiero. (3) Quando si legge si produce una "conoscenza inerte", nel senso che quando si presenta l'occasione di usarla nella vita reale (non scolastica), essa non viene usata. (4) Chi apprende impara, non dalle tecnologie o dagli insegnanti, ma  pensando a cosa sta facendo (metacognitivamente), cioè utilizzando le tecnologie come supporto al proprio processo di pensiero, piuttosto che scaricando sul proprio computer alcuni testi destinati a rimanere carichi cognitivi improduttivi (se su di essi non si ha tempo e voglia di esercitare il proprio processo di pensiero). (5) Le tecnologie vanno intese come strumenti cognitivi di supporto all'apprendimento (fogli di calcolo, database, web search, chat, social media, blog tematici, software per mappe mentali o concettuali, ecc). (6) Si impara qualcosa in modo significativo quando lo si deve spiegare a qualcun altro, infatti il lavoro di preparazione di una lezione costringe la persona a rielaborare la propria conoscenza del tema e a riassemblarla in modo nuovo.

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Pagina aggiornata il 30 maggio 2023

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Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5 Generico
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